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mercoledì 10 maggio 2017

PARIGI LA GENDRONNIERE 50° ANNIVERSARIO BUDDHISMO SOTO ZEN EUROPEO



                                             

50o anniversario del Soto Zen in Europa a La Gendronnière (Blois, Francia). Dal 12 al 14 maggio 2017. Presente anche il Tempio e Monastero Zen Soto Shobozan Fudenji Italia con il Rev. Fausto Taiten Guareschi. Domenica 14 maggio ci sarà un memoriale dedicato al Rev. Taisen Deshimaru Roshi. Dedicato ai praticanti scomparsi e al benessere presente e futuro della comunità . Tempio de La Gendronnière, è il primo tempio dedicato allo Zen europeo. Creato sullo spirito e volontà espressa prima della morte dal Rev.Taisen Deshimaru Roshi. L’Associazione Zen internazionale lo ha realizzato . «  Creare un tempio che sia un'università buddista - nel senso dello sviluppo di innumerevoli aspetti della Dharma - ma anche un ponte tra le civiltà dell'Oriente e l'Occidente. Foto tempio  © Assocation Zen Internationale. In apertura e altre foto © Olivier Kurzweil .Foto Rev F.Taiten Guareschi ©Mgrazia Toniut Temple de La Gendronnièrem VALAIRE 41120 Tel: +33 (0)2 54 44 04 86  lagendronniere@zen-azi.org  Assocation Zen Internationale Paris Tel: +00 33 (0)1 45 89 14 00 www.zen-azi.org








giovedì 15 gennaio 2015

TEMPIO e MONASTERO ZEN SŌTŌ SHŌBŌZAN FUDENJI PRESENTAZIONE DEL LIBRO “UNA STORIA VENETA. L’avventura di Dino Boscarato e dell’Amelia di Mestre.”

Comunicato Stampa
 
Il 1 febbraio  2015 , presso il Tempio e Monastero Zen Sōtō Shōbōzan Fudenji, Sala Fenice,  alle ore 15 , verrà  presentato  il libro “UNA STORIA VENETA. L’avventura di Dino Boscarato e dell’Amelia di Mestre.” Autori: Marco e Diego Boscarato. Materiali e interviste di Ivo Prandin. Con 25 ricette storiche del ristorante a cura di Marco Boscarato (Terraferma Edizioni, 2008). Saranno presenti gli autori e la moglie di Dino Boscarato, scomparso nel 2004.  Un libro che raccoglie la testimonianza, lasciata incisa su audiocassetta e trascritta dai figli, di Dino Boscarato, noto ristoratore veneto, protagonista della scena gastronomica e culturale negli ultimi decenni del secolo scorso. Completa il testo una intervista alla moglie Mara de Lucia, a cura di Ivo Prandin, e una raccolta di ricette del ristorante e degli inizi, proposta da Marco Boscarato.  “ La carriera inizia tra le montagne: dopo la morte del padre nell’immediato dopoguerra, neppure maggiorenne, Dino Boscarato gestisce con la mamma e i fratelli un piccolo albergo di montagna, il “Cima Belprà”, a San Vito di Cadore; doveva diventare l'ingegnere di famiglia, e si era perciò iscritto all'Università di Padova, ma evidentemente non era questo il destino che lo attendeva: dopo un breve periodo di gestione di un albergo a San Vigilio di Marebbe, in Alto Adige, rileva il primo ottobre 1961 una osteria con stallazzo, a quel tempo già abbastanza conosciuta nel circondario come trattoria di campagna e gestita a partire dal lontano 1925 da una certa signora Amelia.  Boscarato lascia immutato il nome Amelia e la denominazione di trattoria, ma comincia a trasformare gradualmente quella che era una umile trattoria di campagna in un elegante ristorante.  Negli anni che seguono, Boscarato diventa protagonista della scena enogastronomica veneta. Dal 1966 , valida collaboratrice nel locale, la moglie Mara, che si occupa anche della pasticceria. Il ristorante partecipa con successo a vari concorsi di cucina in auge all’epoca (Oscar della Cucina, Cuoco d'oro, Fogher d'oro, Padella d'oro), conseguendo numerosi riconoscimenti : ben tre attestati di benemerenza dell'Accademia Italiana della Cucina, il trofeo dell'Expo CT di Milano nel 1975, e altri ancora.  Boscarato viaggia in Italia e all’estero per rappresentare la cucina veneta in numerose occasioni: a Roma, Milano, Genova, in Canada, a Parigi,  tre volte a New York (1986, 1988 e 1991), Houston,  Bordeaux su incarico dell'Istituto Italiano per il Commercio con l'Estero all'esposizione internazionale del vino nel 1989 e 1991. Passano all’Amelia personaggi famosi dell'arte, dello spettacolo, della politica, tutti amanti dell’ottima cucina. Sandro Pertini, Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Jorge Luis Borges, Evgenij Evtusenko, Pier Paolo Pasolini, Ezra Pound, Aldo Palazzeschi, Maria Callas, Walt Disney e tanti altri. Boscarato offre nel 1987 la propria cucina al papa Giovanni Paolo II e ai sette “grandi” governanti della terra riuniti in summit a Venezia a Palazzo Grassi. Parallelamente alla notorietà del locale crescono anche gli impegni professionali di Boscarato nel mondo enogastronomico, in particolare nel settore del vino: diventa presidente dell'A.I.S. (l'Associazione Italiana Sommelier) dal 1981 – ‘89, e presidente dell'A.S.I., l'Associazione Internazionale dei Sommelier dal 1987-‘90, assumendo successivamente la carica di presidente onorario sia dell'A.I.S. e dell'A.S.I., Riconoscimento per il lavoro svolto.Dopo alcune difficoltà, nate in seguito ad una espansione dell’attività su Venezia proprio nel corso di una congiuntura storica negativa, arriva la crisi, e anche Dino Boscarato si ammala. Morirà a Mestre il 18 marzo 2004, con il conforto dei familiari, che per una decina di anni continueranno la gestione, fino all’abbandono definitivo nel 2013.Oggi continua l’attività di famiglia il figlio Marco, con “Casa la Buona Stella”, una residenza rurale sul Montello specializzata in cucina vegetariana, che utilizza ingredienti coltivati in proprio con metodo biologico, mentre il figlio Diego si è preso temporaneamente una pausa di riflessione, seguendo per il momento altri interessi “ Foto ©copyright Boscarato .  Luigi Veronelli, Dino Boscarato e Giovanni Nuvoletti; Dino Boscarato e Ugo Tognazzi ;  Dino Boscarato e Papa Giovanni Paolo II.  Fudenji 1 febbraio 2015. Orario 15 -17. Fudenji -Bargone 113-Salsomaggiore (PR).   Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni  tel. 392-1019077 . Ufficio stampa Fudenji: Mariagrazia Toniut mgtoniut@gmail.com Foto Fudenji©mgrazia toniut . www.mariagraziatoniutcomunicazione.wordpress.com
www.mariagraziatoniutcomunicazione.blogspot.com www.fudenji.it












 

venerdì 17 ottobre 2014

PARIGI MUSEO GUIMET Mostra Splendeurs des Han, essor de l'empire Céleste

                                                   
 Inizierà il 22 ottobre 2014 al   Museo Guimet , museo nazionale di arti asiatiche di Parigi,   un’esposizione di importanti opere  e reperti archeologici che illustrerà il panorama creativo artistico – archeologico del periodo Han.  « Splendeurs des Han, essor de l’empire Céleste » : un viaggio tra le meraviglie della Cina. Foto in apertura : Figurine féminine. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9 apr. J.‐C.) Terre cuite H. 34,4 cm, l. 16,1 cm, poids 2, 240 kg .Découverte en 1997, tombe satellite, Mausolée Yangling (Xianyang, province du Shaanxi). Musée du Yangling des Han.© Art Exhibitions China / Musée du Yangling des Han.  
 Manufatti :
Vase de type hu.
C hine, Dynastie Han (206 av. – 220 apr. J.‐C.).Bronze, or, argent.H. 59,5 cm, D. 37 cm.Découvert en 1968, tombe de Liu Sheng, (Mancheng, province du Hebei).Musée provincial du Hebei© Art Exhibitions China / Musée provincial du Hebei. Medaglione Médaille (ornement de cercueil intérieur).Chine, Dynastie Han (206 av. – 220 apr. J.‐C.).Bronze, or.D. 27,5 cm, ép. 0,1 cm.Découverte en novembre 1975, site de Shibeicun. (Chengguanzhen, district de Cheng, province du Gansu).Musée de Chengxian, province du Gansu.© Art Exhibitions China / Musée de Chengxian.. Giade : Pendant de jade.Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.).Jade.L. 17,5 cm, l. 10,2 cm, ép. 0,6 cm.Découvert en 1995, tombe princière de Chu, Shizishan (Xuzhou, province du Jiangsu).Musée de Xuzhou.© Art Exhibitions China / Musée du Xuzhou.  Vasi : Boshanlu. Dynastie Han.Bronze, or.H. 26 cm, D. 15,5 cm. Découvert en 1968, tombe de Liu Sheng, site de Mancheng (province du Hebei).Musée provincial du Hebei.© Art Exhibitions China / Musée provincial du Hebei. Cinture : Boucle de ceinture. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.).Or.Plaque : L. 13,3 cm, l. 6 cm ; languette de fixation : L. 3,3 cm, l. 0,5 cm. Découverte en 1995, tombe princière de Chu, Shizishan (Xuzhou, province du Jiangsu).Musée de Xuzhou.© Art Exhibitions China / Musée de Xuzhou. Terre cotte, bronzi, sculture,  pittura,  tessuti ,  ceramiche ,  oggetti di lacca. Figure delicate fino a sculture monumentali. Conoscerete un momento della storia cinese , del suo ruolo, che può essere paragonato all’impero romano nella cultura occidentale.  Ben 150 opere  provenienti da 27 istituzioni di  9 province cinesi, inclusi 67 tesori nazionali e  un inedite scoperte archeologiche fatte negli ultimi cinquant'anni. Nel III secolo A.C., Qin Shi Huangdi  (r. 221-210 a.c.) unificò  per la prima volta la  Cina  con le  armi e la mise  sotto l'autorità di un unico sovrano fondatore della dinastia Qin. Venne  centralizzato  il sistema amministrativo,  unificata   la scrittura,  la valuta,  i pesi e le  misure.  La dinastia sopravvisse   poco tempo.  Poi,    pochi anni  dopo la morte di quello che è considerato il primo imperatore, gli  Han salgono al  potere.  Governeranno per quattro secoli e daranno  stabilità politica e prosperità economica . Un periodo fondamentale  dell'identità cinese .  Conosciamone alcune. Consolidazione dell’impero. Figurine de cavalier Chine, Han occidentaux (206 av. – 9 apr. J.‐C.).Terre cuite.Cheval : H. 58 cm, L..50 cm, l. 17 cm ‐ Cavalier : H. 19,5 cm, l. 11 cm.Découverte en août 1965, site de Yangjiawan (Xianyang, province du Shaanxi).Musée de Xianyang.© Art Exhibitions China / Musée de Xianyang.  La prima parte della Mostra evoca i  principali protagonisti del consolidamento del potere al tempo di Han: l'imperatore, l'esercito e l'entourage del sovrano, nobiltà e  amministratori .L’imperatore. I resti rinvenuti nel Yangling, la monumentale tomba dell'imperatore Jingdi, che regnò dal 157 al  141 aJ.C. , costituiscono un primo importante insieme.  Questo mausoleo imperiale, il solo di questo periodo , ha messo in luce varie  statuine funerarie. Ritratte accuratamente nei loro costumi e  posture . Donne e uomini. La tomba è costruita a immagine del Palazzo Imperiale e riflette la Cina dell’epoca e il ruolo centrale assegnato all'imperatore.  L’entourage dell’imperatore. La Cina degli Han è  caratterizzata dallo sviluppo di una potente aristocrazia che a volte entrava in concorrenza anche con il potere centrale. La ricchezza degli arredi funerari scoperti ha evidenziato alcuni lati.  Come  ad esempio quelli del principe Liu Sheng e Dou Wan principessa con il loro vasellame  di metallo intarsiati e oggetti in materiali preziosi. : Coupes.Chine, Dynastie Han (206 av. – 220 apr. J.‐C.).Bronze, or, turquoise.H. : 11.2cm L. 9.5 cm Découvertes en 1968, tombe de Dou Wan, site de Mancheng (province du Hebei).Musée provincial du Hebei.© Art Exhibitions China / Musée provincial du Hebei.  Un sudario di giada speciale è parte della Mostra, è stato recentemente scoperto in Xuzhou nella tomba di un principe di Chu e mette in evidenza i principi funerari  riservati ai defunti di rango  imperiale. Le fonti della prosperità . La seconda parte della Mostra affronta i punti di forza della prosperità economica che ha caratterizzato il periodo Han: sviluppo dell'agricoltura,  nascita della via della seta,  rapporti con le potenze confinanti. La via della seta . Nasce e si sviluppa la Via della Seta. Un ‘asse importante  che collega il cuore della Cina alle  coste del Mediterraneo dopo aver attraversato  il continente asiatico. Materiale che rappresentava  il lusso  già a Roma . Ruolo fondamentale diventa il cavallo Cheval de la garde d’honneur. Dynastie Han. Bronze. H. 39 cm, L. 37 cm, l. 11,5 cm. Découvert en 1979, site de Leitai (Wuwei, province du Gansu). Musée provincial du Gansu © Art Exhibitions China / Musée provincial du Gansu.  Mezzo di comunicazione e di conquista. Bellissima la  processione di cavalli e carri di bronzo trovati in Leitai, Gansu. I vicini di Han: nonostante testi storici sottolineino  spesso la natura conflittuale delle relazioni tra Han e gli stati vicini,  i reperti archeologici  evidenziano  gli  scambi culturali .  Cultura e pensiero . La terza e ultima parte della Mostra affronta vari argomenti legati alla civiltà cinese dell’epoca  Han. Architettura e ambiente di vita. Joueurs de liubo. Chine, Dynastie Han (206 av. – 220 apr. J.‐C.)Bois.Table de jeu : L. 29 cm, l. 19,5 cm ; figurines : H. 27,5 cm et 28,5 cm .Découverts en 1969, site de Mozuizi (Wuwei, province du Gansu).Musée provincial du Gansu © Art Exhibitions China / Musée provincial du Gansu.  In mostra modelli  bellissimi  reperti in terracotta trovati nelle tombe come le alti  torri in legno a più piani. Scrittura e pensiero. Grazie all’ evoluzione della scrittura si sviluppa la vita intellettuale e il pensiero. Supporti tessili e carta. Si sviluppa un  nuovo tipo di carattere  lishu che caratterizza  il momento in cui la scrittura diventa calligrafia. Il mondo religioso. Il pensiero religioso è  affrontato principalmente attraverso le  credenze funerarie  permettono di conoscere le diverse complessità . Non solo attraverso i testi ma anche  grazie ai mobili  trovati nelle tombe  emerge un mondo religioso tutto da scoprire. Modèle d’un grenier à cinq niveaux. Chine, Han orientaux (25‐220 apr. J.‐C.)Terre cuite.H. 129 cm, l. 56 cm, P. 53,5 cm.Découvert en 2009, site de Baizhuang (district de Daiwang, Jiaozuo, province du Henan).Musée municipal de Jiaozuo.© Art Exhibitions China / Musée municipal de Jiaozuo.   La vita quotidiana : le ultime aree dell'esposizione  affrontano la vita quotidiana: costumi,   ornamenti, cibo, musica e danza . Figurine de danseuse. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.).Terre cuite.H. 52 cm, l. 48 cm.Découverte en 1989, tombe princière du royaume de Chu, Tuolanshan (Xuzhou, province du Jiangsu).Musée de Xuzhou.© Art Exhibitions China / Musée de Xuzhou. .  Le  statuette funerarie policrome  illustrano questi aspetti.  Presenti anche rari oggetti come tessili provenienti  dalla tomba di Mawangdui (provincia di Changsha, Hunan) o piatti di legno laccato. Figurine. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.).Bois.H. 45,3 cm, l. 9 cm.Découverte en 1972, tombe n°1, Mawangdui (Changsha, province du Hunan).Musée provincial du Hunan. © Art Exhibitions China / Musée provincial du Hunan. Boîte et coupes erbei. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.). Bois.H. max. 5,9 cm, L. max. 19,2 cm, l. max. 16,2 cm. Découvertes en 1972, tombe n°1,. Mawangdui (Changsha, province du Hunan).Musée provincial du Hunan.© Art Exhibitions China / Musée provincial du Hunan.. Delicate , eleganti le figure  danzatrici , musicisti e ballerini  con lunghe maniche. Figurine de musicienne. Chine, Han occidentaux (206 av. – 9. apr. J.‐C.) Terre cuite.H. 34 cm, l. 18 cm, ép. 17 cm.Découverte en 1989, tombe princière du royaume de Chu, Tuolanshan (Xuzhou, province du Jiangsu).Musée de Xuzhou.© Art Exhibitions China / Musée de Xuzhou..  Manufatto in seta: Etoffe de soie. Chine, Dynastie Han (206 av. – 220 apr. J.‐C.) Soie.L. 7,5 cm, l. 7,5 cm.Découverte en 1972, Tombe n°62, site de Mojuzi (Wuwei, province du Gansu).Musée provincial du Gansu.© Art Exhibitions China / Musée provincial du Gansu. Reperto di manoscritto su carta. Manuscrit sur papier. Chine, Han orientaux (25 – 220 apr. J.‐C.).Papier.D. 17,5 cm. Découvert en octobre 1987, site de Fulongping [Longweishan]( Lanzhou, province du Gansu).Musée municipal de Lanzhou.© Art Exhibitions China / Musée municipal de Lanzhou. L’esposizione si colloca  nell'ambito della commemorazione del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica francese e la Repubblica popolare cinese. Mostra sotto l'Alto Patrocinio  del Signor Francois Hollande, Presidente della Repubblica francese e il Signor Xi Jinping, Presidente della Repubblica popolare cinese. Catalogo : coedizione  Flammarion / MNAAG. Ouvrage réalisé sous la direction scientifique d’Éric Lefebvre et de Huei-Chung Tsao, commissaires de l’exposition. €  42 . 256 pages. 190 .Illustrazioni colori. . ISBN : 9782081348844 .  Foto per gentile concessione © Guimet. All’Auditorium ciclo di conferenze e altre programmazioni. Mostra dal 22 ottobre 2014  1marzo  2015. Musée national des arts asiatiques – Guimet : 6, place d’Iéna, 75116 Paris 01 56 52 53 00.  Informazioni  www.guimet.fr   Il Museo Guimet  ha la più grande collezione dedicata alle arti asiatiche in Europa tra i  più importanti al mondo. Dai  Buddha dell’Afghanistan ai monaci  Zen  giapponesi. Armature di Samurai, opere di stampe giapponesi , e molto altro. Salle Chine bouddhique © RMN-GP (MNAAG, Paris)/ Raphaël Chipault et Benjamin Soligny. Altre notizie in archivio

 

 




































sabato 27 settembre 2014

MONASTERO di FUDENJI : LA MUSICA DEL SILENZIO

                            
Comunicato stampa .    Domenica 5 ottobre 2014 ricorre la Solennità annuale di Bodhidharma. Daruma-ki.  B
odhidharma, Shintan Shoso Engaku Daishi è il ventottesimo Patriarca indiano e Primo Patriarca cinese,  che viene ricordato  in questa giornata . E’ il padre della tradizione zen. Si narra che a più di cento anni arrivò in Cina e sedette per nove anni faccia al muro. E proprio domenica  , nel pomeriggio alle ore 15.00,La Musica del  SILENZIO  Reading in voce e musica  di Alberto Onofrietti  su passi dal romanzo“ Un cuore pulito “ di Romano Battaglia. Sono affascinato da questo silenzio: mi accorgo che dopo la parola è l’altra grande potenza del mondo. L’uomo dedito al silenzio è colui che più ci colpisce per la sua dignità. Reading Monastero Fudenji . Un monastero. Un mondo di silenzi, di passi leggeri, di lievi fruscii. La vita, come ogni singola esperienza è un dono. Un ritiro in un monastero è un’esperienza che può diventare dono di pace e di rivelazioni. Il monastero è luogo di partenza di un viaggio interiore, verso la semplicità e la chiarezza, raccontato in un diario. Il poeta Mario Luzi definisce il romanzo “ Un cuore pulito”  un libro che richiede solo lettura, da leggere con umiltà e buona fede. Seguirà
 
 
alle ore 16 – 17 "Ricordo di Giuseppe Kugen Figini" festa in memoria di un  amico e socio onorario di Fudenji recentemente scomparso.  Alberto Onofrietti.   Diplomato nel 2003 presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, inizia la sua attività professionale con Gli Incamminatidi Franco Branciaroli diretto da Claudio Longhi​​​​​​​​​​​. Poi  frequenta la Scuola di perfezionamento S. Cristina diretta da Luca Ronconi. Nel 2004 è in Odissea, una versione teatrale, scritto e diretto dal Premio Nobel per la Letteratura Derek Walcott. Al Piccolo Teatro di Milano lavora con Massimo Navone,Robert Carsen (Madre Coraggio e i suoi figli) e Andrea Jonasson (La storia della bambola abbandonata di G. Strehler). Prosegue la sua attività teatrale , lavora in cortometraggi, lungometraggi indipendenti in Italia e in Inghilterra.  E' sul set di Giallo di Dario Argento e L'uomo che verrà di Giorgio Diritti. Accompagna l'attività lavorativa al continuo studio durante workshop con attori e registi come: Lev Dodin, Jan Fabre,Yoshi Oida, Bruce Myers, Mamadou Dioume, Danio Manfredini, Claudio Morganti, Oskaras Korsunovas. Tra le produzioni teatrali delle ultime stagioni ha lavorato in Tutto su mia madre di S. Adamson/Almodòvar, con Elisabetta Pozzi e diretto da Leo Muscato, che dirige anche Forse tornerai dall'estero presso lo Stabile di Bolzano, Saccarina di Davide Carnevali, Tradimenti e Il calapranzi di Harold Pinter, per la regia di Antonio Mingarelli e Il divorzio di Vittorio Alfieri, regia di Beppe Navello e L'inquilino diretto da Fabio Cherstich. Il recente spettacolo Farà giorno di R. Menduni e A. De Giorgi con la regia di Piero Maccarinelli, protagonista Gianrico Tedeschi in scena nella stagione 2013/2014 continuerà con la tournée nella stagione prossima 2014/2015. Tra i lavori più recenti il cortometraggio Contatto forzato di Daniele Sartori e lo spettacolo Il bosco di David Mamet, regia Antonio Mingarelli.​ La domenica è giorno dedicato all’accoglienza dei fedeli e di tutti coloro che desiderano conoscere la realtà di Fudenji .Maestro Fausto Taiten Guareschi Abate del Monastero. Proprio in questo ambito si inserisce l’evento del 5 ottobre. Per conferma la  partecipazione  telefono  338-8594935/3921019077.
Segreteria: da martedì a sabato dalle 8 alle 10. Lunedì e venerdì dalle 14 alle 16 tel. 338-8594935. Giovedì dalle 14 alle 16 tel. 392-1019077. Monastero e Tempio Zen Soto Shobozan Fudenji. Bargone 113 , Salsomaggiore ( Pr ) . Foto Copyright  ©Istituto Italiano Zen Sōtō Shōbōzan Fudenji, ente di culto riconosciuto con D.P.R. 5-7-1999 (G.U. 23-9-1999). All Rights reserved. Ufficio stampa Fudenji: Mariagrazia Toniut mgtoniut@gmail.com
www.fudenji.it

















martedì 24 giugno 2014

LIBRO : LE INFRADITO DI BUDDHA di ZAP MANGUSTA

                                      
“Guida orientale per disorientati “ ! Su questo però ,personalmente, non sono d’accordo : dopo aver letto il libro !  A voi l’ultima parola. Vi chiederete perché Zap Mangusta è andato sull’Himalaya . Lo conosco da anni e mi aspettavo che prima o poi intraprendesse un “ viaggio “ di questo genere ! Sapete perché ? Ve lo racconto. Anni fa uscì un suo libro: Platone e la legge del pallone (Rizzoli ). Ve lo consiglio. Un libro dedicato a suo padre Bruno Pesaola “ Petisso “ famoso calciatore e allenatore . Lo presentò a Milano e Salsomaggiore con accanto il Maestro Zen Fausto Taiten Guareschi. Un dialogo che “rimbalzava come il gioco di una palla “. Il Maestro disse “ se c’è un simbolo vero nella cultura Zen è proprio la sfera! I maestri Zen si fanno seppellire in una grande sfera. Libero pensiero …sinonimo della cultura Zen. …sono partito da qui… .Ora credo che proprio questi incontri abbiano lasciato un seme in Zap che negli anni è germogliato …..fino a portarlo sull’Himalaya ! Le infradito di Buddha : non aspettatevi il solito libro . Questo suo viaggio ci racconta non solo un mondo a noi lontano, la religione, la cultura, la fede , ma anche quanto sia importante mettersi in relazione con gli altri. Pag.184 …..”Ma sono i miei compagni di viaggio e devo aver fiducia in loro. “. Un libro, un saggio, con approfondimenti.  Un racconto di vita personale. Aneddoti divertenti . 335 pagine che si leggono d’un fiato . Su cui riflettere anche. Non per nulla …..ci dice “ di gettare via le nostre sofisticatissime sneakers per indossare invece delle semplici infradito”. Correre non serve a nulla ! Curiosità : pag . 11  …la sua illuminazione in cucina  : forse gli ha ricordato “ Istruzioni a un cuoco zen “ di Dogen Zenji.   Zap Mangusta ha presentato il libro anche a Milano con una conferenza  dal titolo : Alla ricerca del senso perduto  (Guida orientale per disorientati)- “ In tempi di trasformazione e deragliamento è indispensabile riallacciare i legami col proprio spirito. Un viaggio sull’Himalaya può essere utile per scoprire che lo stile di vita orientale, abituato all’impersonalità,  all’ immanenza e alla provvisorietà, può insegnarci la giusta prospettiva per affrontare questi giorni inquieti, suggerendoci curiosamente di gettare via le nostre sofisticatissime sneakers per indossare invece delle semplici infradito.” Ha ricordato Claudio Rocchi in apertura . La prima persona che lo ha avvicinato all’India. Ha presentato le 5 I : Inscindibilità: inscindibili in yoga e meditazione; Interdipendenza : legata agli insegnamenti del Buddha , tutto è collegato, quindi se tutto è collegato non esiste niente; Inconsistenza: un concetto particolare nella cultura indiana , un vuoto che però è pieno ; Impersonalità: capacità di eliminare l’individualismo; Immanenza : visione intensa del presente. “ Se metto tutte queste I insieme scopro una leggerezza che prima faticavo a immaginare “ dice Zap . L’intervento si è svolto  nell’ambito  del Primo Festival Internazionale della letteratura Religiosa-Sublimar , Società Umanitaria, Milano.  Biografia Autore - Zap Mangusta, attore e regista teatrale, autore di  programmi televisivi di successo (Scherzi a parte, Barracuda, Raccomandati ecc),  primo inviato de Le Iene, Oscar della radiofonia con Radio Zanzibar, ha scritto Le mutande di Kant, I calzini di Hegel, Il flipper di Popper  (per i tipi di  Piemme) e Platone e la legge del pallone (Rizzoli). Da tutte queste attività, trae origine il suo ultimo progetto filosofico, in onda per tre stagioni su Radio 2 RAI: Così parlò Zap Mangusta, che superando il milione di ascoltatori è stata una delle trasmissioni più seguite e  scaricate d’Italia. Ha condotto seminari e conferenze di filosofia della comunicazione presso numerosi istituti, tra cui la Bocconi di Milano,   la Sapienza di Roma e l’Istituto Orientale di Napoli.  Resto in attesa della foto di Zap sull’Himalaya ! Foto per gentile concessione ©Zap Mangusta. Foto conferenza ©Piero Vagli . Le infradito di Buddha , Ponte alle Grazie , Pag.335








 

 

LIBRO: ELOGIO DEL MUSCHIO di VĖRONIQUE BRINDEAU

                                      
Scrivere la recensione del libro Elogio del Muschio ( Casadeilibri Editore ) non è facile. Perché ? Perché questo libro ci “indica la Via alla conoscenza del muschio”.
Immagini bellissime che , forse più delle parole, introducono al suo uso nella tradizione giapponese. “ Muschi d’un verde profondo , la polvere del mondo è lontana “ Sen no Rikyū ( citazione retro cover copertina ). Conosceremo  Il muschio dei templi buddhisti ,  dei giardini zen,
delle lanterne di pietra,  delle case dedicate alla Cerimonia del Tè, delle cascate d’acqua fresca. Il muschio che  rappresenta pace, silenzio, invita alla riflessione , a lasciarsi andare all’emozione dei suoi colori e delle forme che assume. Un tappeto che invita a sedersi, coricarsi. La tentazione è pubblicare solo alcune foto e lasciare a voi la sua lettura !  “ Erano prima del tempo degli uomini, ben prima di quello degli alberi e dei fiori .. Così inizia il capitolo primo del  libro di Véronique  Brindeau “….
I monaci in pellegrinaggio vi posano il capo e sognano. I giardini li accolgono e li accostano a templi. Sulle tettoie di paglia degli eremi, sopra ogni paletto tarlato, come fiori alla merce del vento lungo il cammino. Il giardino che porta alla casa del te, dove si reca chi vuole affrancarsi dal mondo, e tessuto di muschi. Essi sono l’immutabile e unico scenario del teatro nō, dipinti sui rami di antichi pini tutti nuovi, al - crocevia dei sogni-  dove i vivi e i morti si parlano per mezzo di immagini. Eccoli comparire in una poesia del x secolo, estratta dal Kokinshū, che il Giappone si è  scelto per inno:

Possa il Vostro regno

durare mille e mille generazioni

fino a quando le pietre

diverran rocce

tutte coperte di muschio

Di quest’epoca che precede la storia, i giardini giapponesi serbano memoria. Come di tutto ciò che conserva traccia della grande età, si prendono cura di questo testimone facendogli posto attorno ai templi e innalzano al rango di tesoro il muschio più  semplice, come noi facciamo per venerabili querce, alberi monumentali e rose. Cosi a Kyōto, dove vibrano per i giapponesi le più delicate tonalità  di una natura nella quale amano riconoscersi, un Tempio dei profumi dell’Ovest, più  conosciuto come Tempio dei muschi, ha un manto vegetale che si limita a quest’ordinario ospite dei boschi: il più umile e il meno intenzionale dei tappeti verdi, dono del tempo che passa, che l’attenzione dei giardinieri trasforma in un fresco drappeggio di smeraldo disteso tra aceri, canfori e cedri. Al punto che questo luogo eletto del buddhismo zen, il cui nome originario ricorda l’orientamento, ad occidente della villa, e la direzione del ponente, paradiso del Buddha, rappresenta oggi uno degli archetipi del giardino giapponese, ammirato come i giardini secchi piu celebri e primo nelPantheon orticolo del Giappone. Poichè e proprio in Giappone, e là  solamente, che si ammirano e coltivano questi muschi modesti, detestati dai nostri giardinieri, intenti al contrario ad estirparli. Se il Giappone li apprezza, cura e coltiva, l’Occidente di norma li ignora o li caccia: nemici giurati dei  tappeti erbosi, essi deliziano solo qualche botanico.

Immerso nel pensiero

dei ciliegi in fiore

sopra il muschio

stabilisco il mio giaciglio

e sonnecchio a primavera “

Veronique Brindeau, insegna storia della musica giapponese all'Institut National des Langues et Civilisations orientales. è coordinatrice editoriale alla Cité de la musique.  Ha pubblicato delle traduzioni dei racconti di Ikezawa Natsuki e una raccolta di poesie di Ogawa Shizue e scritto, con Frédérique Clément, Le jeu des fleurs, Hanafuda .  Elogio del muschio Pagine 108 illustrato, Foto a colori. Traduzione di Lorenzo Casadei.  CasadeiLibri Editore Collana Porte d’Oriente. Foto © per gentile concessione Casadeilibri Editore . Ve lo consiglio caldamente : un libro unico nel suo genere. Vi  ricordo che Casadeilibri Editore ha partecipato al Primo Festival Internazionale delle Religioni Sublimar, Società Umanitaria, Milano. Il libro è stato esposto tra i rami e l’antico tronco di una spettacolare glicine. Collocazione perfetta.Foto©mgrazia toniut copyright

 
http://www.casadeilibri.com/scheda%20elogio%20muschio.htm